Quale Europa vogliamo?!

Invito a un dibattito aperto e critico

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„Proprio adesso che abbiamo più bisogno di soluzioni europee, ne siamo più distanti”, afferma il Presidente della Fondazione Konrad-Adenauer, in occasione del ciclo di seminari “Posizioni sull’Europa” a Roma presso l´Istituto Sturzo pronunciandosi a favore di un dibattito controverso sul futuro dell’Europa.

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v.l.: Prof. Dr. Norbert Lammert, (Vorsitzender der Konrad-Adenauer-Stiftung), S.E. Msgr. Paul R. Gallagher (Sekretär für die Beziehungen mit den Staaten im Vatikanischen Staatssekretariat), Prof. Dr. Nicola Antonetti (Vorsitzender des Istituto Luigi Sturzo), Caroline Kanter (Leiterin des Auslandsbüros der Konrad-Adenauer-Stiftung in Italien), Senator Prof. Mario Monti (Präsident der Universität Bocconi und ehemaliger italienischer Premierminister)

„La versione più banale del credo “America First” rivendicato dal Presidente Americano è oramai diventata una linea guida per gli Stati Europei”, sottolinea Lammert alla conferenza incentrata sul tema “Rafforzare e tutelare la Democrazia in Europa: un compito comune per la Politica, la Chiesa e la Società”.

Il Presidente Prof. Dr. Lammert ha inoltre ribadito la necessità di assumere una posizione chiara anche in vista delle elezioni europee: „Per rispondere alla domanda: “quale Europa vogliamo?”, dobbiamo accendere un dibattito.” Nelle parole di Lammert, rivendicare un ritorno allo stato nazionale e una ri-nazionalizzazione della politica sarebbe irrazionale, considerando che i cittadini europei costituiscono meno del 10 percento della popolazione mondiale e non avrebbero quindi, usando parole forti, un ruolo di rilievo. Per fornire delle soluzioni convincenti, l’Europa dovrebbe collaborare ad un crescente numero di questioni. Il bisogno di occuparsi di temi come la digitalizzazione, il terrorismo e la migrazione, sarebbero cosi forte, che non potrebbero essere gestito al livello nazionale. Secondo Lammert, storicamente l’Europa non si sarebbe mai trovata in una situazione più vantaggiosa per risolvere autonomamente i propri problemi. In tutti paesi membri ci sono dei parlamenti democraticamente eletti, dice l'ex-Presidente del Bundestag. Da un punto di vista politico, l’Europa si troverebbe invece in una situazione miserabile. Dal momento della fondazione dell’Europa gli stati fondatori avevano una visione comune di cosa significa Democrazia: „Eravamo d’accordo. Adesso alcuni hanno scoperto la Democrazia illiberale e la rendono un concetto guida del proprio paese”.

Anche il Senatore Presidente Mario Monti, osserva la mancanza di dibattito politico in Europa. I politici dovrebbero mandare dei messaggi politici chiari e non perdersi in discussioni tecnocratiche, afferma Monti. Secondo l’ex-Commissario Europeo, nel 2000 i tempi sarebbero cambiati. Secondo Monti, fino a quel momento, i capi di Stato e di governo quando andavano agli incontri a Bruxelles, „portavano un piccolo mattone per proseguire la costruzione della casa comune europea, convinti che ci fosse larga coincidenza tra il loro interesse nazionale e quello comunitario.” Nelle parole di Monti, con l’inversione di marcia avvenuta nel 2000, alcuni Capi di Stato e governo cercherebbero invece di togliere uno dei mattoni della casa comune europea, con l’intento di ”sbriciolarla” per estrarne ”polvere di consenso”.

Per il Ministro degli Esteri nello Stato Vaticano, Mons. Paul R. Gallagher, „la centralità dell’essere umano nelle Democrazie” dovrebbe tornare in primo piano. Dai Cristiani si aspetterebbe un chiaro impegno per „un’Europa degli esseri umani come voluto da Papa Francesco”. Il Papa chiederebbe di mettere l’essere umano, con tutta la sua persona, al centro del dibattito e di riscoprire il valore delle relazioni umane. Nelle comunità assumerebbero quindi l’educazione e la cultura un’importanza fondamentale per rendere possibile lo sviluppo di persone forti e consapevoli. Politica e Chiesa hanno quindi il compito di mettere al centro valori tradizionali come l’amore verso il prossimo e il rispetto. La Chiesa, così Gallagher, avrebbe sempre avuto una “grande simpatia” per il progetto “Europa”. Il Santo Anselmo ne sarebbe un ottimo esempio. La sua carriera iniziava in Italia, continuava come abate in Francia e terminava come arcivescovo in Cantebury. „Nel Medioevo questo percorso era comune. Oggi bisogna riscoprire questo concetto”, sottolinea Gallagher.

Alla conferenza della Konrad-Adauer-Stiftung, in cooperazione con l’Istituto Luigi Sturzo, hanno partecipato oltre al Prof. Norbert Lammert, anche il S.E. Mons. Paul R. Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede e il Senatore Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi Milano e già Presidente del Consiglio italiano. Markus Krienke, già borsista della fondazione Konrad-Adenauer, docente in Italia e professore di filosofia moderna ed etica sociale alla Facoltà di Teologia a Lugano, ha moderato il dibattito.

Qui è disponibile la registrazione audio del dibattito

Autore

Caroline Kanter

Serie

Contributi per le manifestazioni

pubblicata

Rome, 8. Ottobre 2018