Generazioni

La popolazione tedesca sta invecchiando e contraendosi. Se queste tendenze demografiche persistono, nell’anno 2050 ogni terzo abitante sarà di età superiore a 65 anni, mentre nemmeno uno su sei sarà di età inferiore a 20. L’andamento demografico determina conseguenze sociali e socioeconomiche di ampia portata, tra l’altro anche per i mercati del lavoro e la crescita economica. Tuttavia l’andamento demografico colpisce anche il sistema pensionistico e sanitario nonché la produttività dell’economia globale.

L’andamento demografico

La struttura della popolazione tedesca in base all’età si è già modificata nel senso che l’ulteriore invecchiamento della società è inarrestabile. Da una parte, ciò è dovuto alla maggiore aspettativa di vita e, dall’altra, al tasso di natalità. Come in tutte le nazioni industrializzate, il tasso di natalità in Germania nel secolo passato si è nettamente abbassato e rimane fermo a 1,4 figli per donna. Il numero delle nascite influisce direttamente sulla struttura della popolazione per età. A lungo termine simili modificazioni comportano uno spostamento delle percentuali delle varie fasce di età rispetto alla popolazione totale. Nell’anno 2006 la percentuale degli adolescenti (giovani sotto i 20 anni) in Germania era pari al 20%, uguagliando quindi la quota degli anziani (di età superiore a 65 anni) anch’essa pari al 20%. La fascia dei giovani (di età tra i 15 e i 24 anni) in Germania è dell’11,6%.

Confrontando le generazioni degli anziani e dei giovani in Germania, il decorso delle vite e le condizioni di vita appaiono ben differenziate. Per la generazione degli anziani erano caratteristiche l’omogeneità dei decorsi di vita e la rigidità delle strutture temporali che si susseguivano secondo il modello della scala della vita. Ciò presupponeva l’idea che l’apprendimento riguarda esclusivamente la gioventù. Nell’età adulta gli uomini esercitavano una professione a tempo pieno e soggetta al versamento contribuzioni sociali, che di norma non si cambiava e che consentiva di mantenere una famiglia. Le donne erano raramente attive in una professione e si realizzavano attraverso il ruolo materno. Nella vecchiaia si godeva della quiescenza congiuntamente. Nel passaggio dalla società industriale alla società dei servizi questi decorsi di vita hanno subito una radicale trasformazione. La generazione attuale di giovani vive in tempi tumultuosi: le condizioni economiche e tecnologiche generali subiscono cambiamenti repentini. Contratti a termine, orari di lavoro flessibili, mobilità transnazionale, ma anche possibili tempi morti, come le fasi di disoccupazione e di riqualificazione professionale, rendono i percorsi sempre più individuali. L’ingresso nel mondo professionale e la fondazione di una famiglia vengono differiti dai giovani, maschi e femmine, a un periodo successivo. I progetti di vita di uomini e donne si omogeneizzano sempre di più.

I rapporti intergenerazionali

Che cosa significa la diversità tra progetti e condizioni di vita per la convivenza delle generazioni? Da una parte si osserva un aumento della famiglia composta da tre generazioni, che oggi si presenta prevalentemente come famiglia detta multigenerazionale e multilocale. Questa forma di famiglia significa che ogni generazione vive per sé e ha una propria economia domestica. Al limite, ciò significa che i figli e il nonno sopravvissuto hanno un’economia domestica di una sola persona, mentre i genitori ne hanno una a due persone. Multilocalità significa che i componenti della famiglia vivono separatamente in senso spaziale, il che non significa necessariamente che si riduca la solidarietà tra le generazioni.

Il rapporto tra le generazioni all’interno della famiglia è caratterizzato da nuovi tipi di flessibilità. Si osserva che l’interesse delle generazioni più anziane a strutturare la propria vita durante lo stato di quiescenza nella massima indipendenza possibile, ma con una certa intensità emotiva tra le generazioni. Inoltre, i nonni fungono da “isole di salvataggio” e “reti di protezione” della famiglia con bambini. Oltre un terzo dei nonni assiste regolarmente le famiglie giovani con denaro o regali materiali. In Germania i conflitti generazionali espressi all’interno delle famiglie costituiscono, invece, un’eccezione; tuttavia si osservano anche segni di mancanza di solidarietà intergenerazionale. Ciò è dovuto tra l’altro alla dissoluzione della coesione generazionale.

Quali sono gli effetti delle generazioni? Attraverso la partecipazione a destini condivisi si costituisce un nesso intragenerazionale, un legame tra i partecipanti, e contemporaneamente una delimitazione rispetto alle generazioni precedenti e successive, che non sono state partecipi degli eventi caratterizzanti. In base a ricerche empiriche effettuate è risultato che l’unità generazionale più forte si ha tra gli anziani la cui autoimmagine è stata determinata dalla Seconda guerra mondiale. Indipendentemente dalle esperienze della guerra, il senso comunitario con i coetanei è più forte dopo il 60° anno di vita ed è inteso come comunità esistenziale di destini.

Invece i giovani sono convinti che esistano molti tratti comuni all’interno della loro classe di età, senza che ne risulti un senso vitale proprio della generazione. Emerge dalle ricerche empiriche condotte sui giovani che l’economia, le istituzioni di istruzione e le diverse condizioni sociali oggi esigono dai giovani un tasso molto maggiore di auto-organizzazione rispetto a quanto fosse richiesto ai loro predecessori. A causa di ciò in Germania si sta sviluppando una generazione che attribuisce ancora poca importanza ai nessi sociali al di là dell’ambiente di vita immediato.

Questo atteggiamento non incontra la comprensione delle generazioni di età superiore. La loro considerazione della generazione giovane è tendenzialmente negativa, considerata materialista e viziata, orientata ai consumi e al divertimento, invece di essere consapevole dei doveri e comprensiva. Tuttavia, la distanza rispetto ai giovani riguarda per lo più la “generazione giovane” nel suo insieme e molto meno i propri nipotini. A tale riguardo si sta sviluppando sempre più un contrasto tra un’immagine delle generazioni ravvicinate gentile e lontana piuttosto negativa. Mentre la vecchia generazione considera se stessa come generazione moralmente normo-orientata, come viene anche percepita dai giovani, la generazione giovane si considera una generazione alla quale simili definizioni normative non si attagliano. Dietro a ciò vi è un mutamento dei valori strettamente collegato con un processo di degerarchizzazione e demolizione dell’autorità.

Il divario tra le generazioni appare anche palese nella mania giovanilistica della società tedesca. In un mondo maggiormente dinamizzato, soltanto la gioventù sembra essere capace di corrispondere alle esigenze del tempo. Perciò si sta già parlando di una “società del giovanilismo” che si confronta con la paura dell’invecchiamento. Soprattutto le innovazioni tecnologiche frenetiche della vita quotidiana fanno sì che le generazioni più anziane sembrino rapidamente “vecchie”invecchiate”. Per quanto riguarda l’area dei consumi, che sembrava riservata soprattutto alle giovani generazioni, tuttavia, si osservano delle trasformazioni. Infatti, gli ultracinquantenni sembrano destinati a diventare il gruppo di destinatari privilegiati. La loro quota di consumi nel 2035 sarà del 38%, mentre i minori di 50 anni conteranno per una quota di solo il 42%.

Christine Henry-Huthmacher

Approfondimenti

  • Bertram, Hans: Zur Familie der Zukunft. Von der neolokalen Gattenfamilie zur multilokalen Mehrgenerationenfamilie, in: Neue Praxis, Zeitschrift für Sozialarbeit, Sozialpädagogik und Sozialpolitik, Sonderheft 9, a cura di Beckmann, C./Otto, H.-U./Richter, M./Schrödter, M., Verlag Neue Praxis, 2009, pp. 15-31.
  • Kaufmann, Franz-Xaver: Varianten des Wohlfahrtsstaats – Der Deutsche Sozialstaat im internationalen Vergleich, Frankfurt 2006.
  • Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend (a cura di): Der siebte Familienbericht: Gesellschaftlicher Wandel und sozialer Zusammenhalt, Bonn 2005.
  • Forum Familie stark machen (a cura di): Generationen-Barometer 2006, Freiburg/München 2006.