Religione e religiosità

Il processo di secolarizzazione in atto in tutta l’Europa si fa sentire nettamente anche in Germania. I cristiani in questo Paese sentono di far parte di un gruppo che diventa sempre più piccolo e quasi non viene più percepito dal pubblico esternamente all’ambito dei media ecclesiastici. Al riguardo che cosa dicono i dati statistici riguardanti le confessioni? Coloro che sono legati alle chiese nella società tedesca sono diventati un gruppo marginale?

Panorama confessionale diviso

Le cifre relative ai cambiamenti nella struttura confessionale della Germania parlano chiaro. La fondazione dell’Impero nel 1871, da cui era esclusa l’Austria cattolica, comportò uno spostamento dell’equilibrio confessionale. Nell’Impero tedesco, a due terzi di protestanti corrispondeva un terzo di cattolici. Questo rapporto rimase valido fino al 1945. Nella Repubblica Federale dal 1949 al 1990 la distribuzione era pari a circa 50:50. Dal 1990 il panorama confessionale si è diviso in tre: oltre ai cattolici e ai protestanti ora vi è un altro gruppo di persone non battezzate, musulmani e altri. Dal 2000 il terzo gruppo, ammontante nel frattempo (2007) al 38,8% degli 82,2 milioni di abitanti è il più forte (cattolici 31,7%, evangelici 29,7%). Questo sviluppo in atto e in aumento da 12 anni sfocerà in una situazione in cui al più tardi tra 10-15 anni il gruppo di coloro che non appartengono a nessuna confessione sarà pari a circa la metà della popolazione (Fonte: Statistisches Jahrbuch 2009).

Una cesura importante per la scristianizzazione della Germania è rappresentata dalla riunificazione tedesca del 1990: nei nuovi Stati federati (ex-RDT), dalle ricerche effettuate risulta il minor grado di professione religiosa al mondo. Quindi in Germania le situazioni regionali si presentano nettamente differenziate. Dal 1990 in poi si constata una crescita progressiva del terzo gruppo, mentre le due grandi confessioni in termini assoluti presentano un calo trascurabile.

Pluralizzazione religiosa

Questo terzo gruppo rilevabile solo in termini numerici (popolazione totale meno i cattolici meno i protestanti) chi comprende? In base ai dati dell’ultimo censimento del 1987 nella vecchia Repubblica Federale questo gruppo era composto da musulmani (21%), da appartenenti ad altre comunità religiose (15,5%), per il 0,5% da ebrei e per il 63% da persone senza confessione né legami religiosi. Anche in Germania negli ultimi anni si ravvisa una pluralizzazione religiosa all’interno delle confessioni e delle religioni, il che è dimostrato anche dalle conversioni verso religioni che in Germania non avevano radici tradizionali.

In base a indicazioni personali raccolte nell’ambito di un’inchiesta dell’Ufficio federale di statistica nel 1993, il 19,2% dei tedeschi non apparteneva a nessuna comunità religiosa, il che conferma all’incirca la quota del 1987. In base a uno studio dell’anno 2003, il 70% degli interrogati dichiarò di appartenere a una comunità religiosa. In ambedue le confessioni i valori sono scesi del 4% circa negli anni tra il 1987 e il 2003. La risposta “non sono mai stato un membro di una confessione” alla domanda in tal senso, l’ha data nel 1990 ad Occidente rispettivamente il 3% e il 4% e ad Est il 50%. Nei Paesi Bassi, dove questo processo è avanzato più che in tutti gli altri paesi dell’Europa, la quota di coloro che non appartengono ad alcuna comunità religiosa ha già superato il 65%.

La variazione delle cifre non si basa primariamente sui valori dei membri usciti. A differenza dei sindacati facenti parte del DGB, che tra il 1991 e il 2008 hanno perso quasi la metà degli iscritti (dal 11,8 a 6,4 milioni) (Fonte: Website DGB), nelle confessioni il regresso non è stato tanto notevole, come ritiene l’opinione pubblica. Le cifre dei recessi annuali nella Chiesa cattolica non sono mai state superiori allo 0,7% (inferiore a 200 mila unità) e in quella evangelica all’1,3% (inferiore a 380 mila unità). Nel periodo dal 1955 al 2007 nella Germania intera i protestanti – a causa della loro quota elevata nella RDT – hanno subito un forte regresso da 40,5 a 24,8 milioni e i cattolici un lieve aumento da 24,5 a 25,5 milioni.

La pratica religiosa

A livello nazionale si esaminano le statistiche delle cifre dei praticanti per documentare il calo della prassi del culto. Nel 1938 nella Chiesa cattolica la frequentazione domenicale della messa era al punto più alto. Dopo un aumento dall’inizio del secolo, negli anni di guerra si è segnalato un forte regresso, poi di nuovo un valore massimo corrispondente al livello pre-guerra e dopo il 50,4% del 1950 un regresso continuo fino al 13,7% nell’anno 2007 (fonte: DBK, statistica). Questa cifra, tuttavia, non riproduce esattamente il legame con la chiesa, poiché si basa su due domeniche qualsiasi in cui è stato effettuato il conteggio. Anche nelle famiglie cristiane oggi vi sono molte persone che non si recano in chiesa ogni domenica. Il numero di coloro che si reca in chiesa solo per le feste non è considerato dalle statistiche. Lo sviluppo della Chiesa cattolica si avvicina a condizioni che in ambito protestante erano già diffuse agli inizi del XIX° secolo.

Altre rilevazioni si basano sulla dichiarazione di cattolici circa la loro frequentazione della chiesa. Il risultato di uno studio della Fondazione Konrad Adenauer dell’anno 2002 evidenzia i seguenti valori: due terzi dei cittadini della Repubblica Federale in base alle proprie dichiarazioni vanno in chiesa almeno una volta l’anno, il 20% almeno una volta al mese. Il 71% dei cattolici dichiara di andare in chiesa più volte all’anno, tra gli evangelici il 63%. Addirittura il 43% dei cattolici che hanno abbandonato la Chiesa e il 62% dei precedenti protestanti in base alle loro dichiarazioni si recano in chiesa sporadicamente. Dalle cifre si evince che oltre 4 milioni di persone frequentano una chiesa cristiana ogni domenica. Ciò testimonia un elevato grado di impegno. Tutti gli studi effettuati evidenziano un calo netto proporzionale all’età; il legame con la religione si è nettamente spostato all’interno delle generazioni.

La generazione giovane in Germania occidentale ha un legame religioso e un rapporto positivo ma non molto intenso con la Chiesa. Spesso essa usa elementi religiosi alternativi per una religione composita individuale. Nella Germania dell’Est si osserva una scomparsa quasi totale della religiosità. Tra i giovani con un background migratorio la religiosità islamica è quella più fortemente caratterizzata (15° Sudio sulla gioventù della Shell, 2006).

Un fenomeno nuovo in Germania è costituito da coloro che si allontanano dalla Chiesa, cioè che non si ribellano alla loro tradizione confessionale ma non hanno mai avuto un contatto vero con il cristianesimo. Queste persone in gran parte non sono prive di religione. Oggigiorno molte persone manifestano un’indifferenza oppure la tendenza a una scelta propria tra offerte concorrenziali. La religiosità e il cristianesimo si discostano sempre più l’uno dall’altro.

Thomas Sternberg

Approfondimenti

  • Bertelsmann Stiftung (a cura di): Woran glaubt die Welt? Analysen und Kommentare zum Religionsmonitor 2008, Gütersloh 2009, (http://www.religionsmonitor.com).
  • Dimap-Politikforschung: Religion – Politik – Gesellschaft. Ergebnisse einer Repräsentativerhebung im Auftrag der Konrad-Adenauer-Stiftung, Dezember 2002.
  • Henkel, Reinhard: Atlas der Kirchen und der anderen Religionsgemeinschaften in Deutschland. Eine Religionsgeographie, Stuttgart 2001.
  • Hero, Markus/Krech, Volkhard/Zander, Helmut (a cura di): Religiöse Vielfalt in Nordrhein-Westfalen. Empirische Befunde und Perspektiven der Globalisierung vor Ort, Paderborn 2007, (http://www.religion-plural.org).
  • Hurrelmann, Klaus/Albert, Matthias/TNS Infratest Sozialforschung (a cura di): Eine pragmatische Generation unter Druck. = 15. Shell-Jugendstudie: Jugend 2006, Frankfurt 2006.
  • Institut für Demoskopie Allensbach: Trendmonitor Religiöse Kommunikation 2003. Bericht über eine repräsentative Umfrage unter Katholiken zur medialen und personalen Kommunikation, durchgeführt im Auftrag der Medien-Dienstleistung GmbH (MDG), Allensbach 2003.
  • Kaufmann, Franz Xaver: Wie überlebt das Christentum?, Freiburg 2000.
  • Schieder, Rolf: Wie viel Religion verträgt Deutschland?, Frankfurt 2001.
  • Tomka, Miklós/Zulehner, Paul M.: Religion in den Reformländern Ost(Mittel)Europas, Ostfildern 1999.