Stato e Chiesa

Dal punto di vista sociale le chiese continuano ad avere una grande importanza. Continuano a essere il secondo datore di lavoro in ordine di importanza dopo lo Stato e con le loro molteplici istituzioni svolgono un ruolo importante in ambito sociale, ma anche nella vita culturale. “Il carattere di enti di diritto pubblico delle chiese, il loro influsso sulle decisioni politiche, la loro partecipazione (…) fanno apparire le chiese come un potere pubblico che, malgrado la diminuzione della frequentazione della liturgia e una secolarizzazione generale avvenuti negli stili di vita. ha mantenuto una grande importanza.” (Kölner Zeitschrift für Soziologie und Sozialpsychologie, Sd.-H. 33, p. 9).

Il problema maggiore per la Chiesa cattolica consiste nella mancanza di nuove leve. In realtà, la mancanza di preti è veramente preoccupante. Sono soprattutto i candidati alle professioni ecclesiastiche che si sono ridotti drasticamente di numero, per cui negli anni a venire sarà probabile un crollo delle strutture adibite alla cura d’anime.

Eppure le statistiche della vita religiosa evidenziano continuità sorprendenti. Quasi tutti i genitori cristiani continuano a far battezzare i figli (91,2%) e gran parte dei bambini battezzati si presenta anche alla prima comunione o alla cresima. Un segnale allarmante per il futuro della vita ecclesiastica è costituito dal regresso dei matrimoni cristiani. Uno dei motivi per i numeri regressivi consiste certamente nell’obbligo del matrimonio civile, stabilito in Germania dal diritto ecclesiastico dello Stato, e nel trasferimento di forme rituali ecclesiastiche nei riti matrimoniali pubblici.

La differenziazione dei legami

In confronto alla situazione degli anni ’50, attualmente si possono riscontrare differenze notevoli. Oggi esistono gruppi differenziati non solo per essere legati o meno a una confessione. Inoltre, dopo l’allentamento degli ambienti nettamente strutturati, soprattutto in campo cattolico, si ravvisa una progressiva differenziazione interna. Al posto della subordinazione alla gerarchia, al più tardi a partire dall’epoca del Concilio nella Chiesa cattolica si assiste a un movimento riformatore critico e dinamico che cercò di imporre idee emancipatrici. Anche nelle chiese evangeliche sorsero gruppi e movimenti caratterizzati da legami differenziati con le istituzioni. Perciò oggi sussiste un tipo differenziato di legame con la rispettiva chiesa in ambedue le confessioni.

Le reti sociali seguono questo andamento in senso trasversale alle strutture ecclesiastiche. A livello di discorsi subliminali e tecnici, si riscontrano nuove settorializzazioni: non sono più gli ambienti spaziali, la nazionalità o le confessioni a fare da legante, ma sempre più i gruppi di informazione e di interessi che danno luogo a reti diverse a livello informativo e sociale. E’ importante la distinzione tra i concetti di ecclesiastico e religioso. Esiste una pletora di religiosità ondivaga che non ha nulla a che vedere con le chiese. E nelle chiese vi sono sempre più persone che hanno un legame tanto lento che le questioni inerenti all’organizzazione ecclesiastica e alle relative rivendicazioni sono per loro indifferenti.

Oggi le chiese sono accettate soltanto se, e nella misura in cui, l’autorità le ha rese plausibili attraverso degli argomenti. Perciò oggi non si oppone quasi alcuna resistenza a espressioni di parte cattolica sulla morale sessuale – poiché queste cercano di porre dei limiti laddove la consapevolezza della libertà dell’uomo moderno non ammette più un simile limite. Invece laddove le chiese formulano in modo autentico e convincente posizioni fondate sulla religione, incontrano un alto grado di accettazione.

Si osserva che la pluralità delle concezioni politiche tra i cattolici è cresciuta notevolmente malgrado il persistere di una preferenza partitica. Sebbene i cattolici continuino ad avere un legame nettamente privilegiato con la CDU e i cristiani evangelici un legame leggermente maggiore con la SPD, i cristiani nel loro insieme non costituiscono più un blocco unitario che attraverso una parola pastorale possa essere influenzato in relazione alla decisione di voto. Invece che di un campo unico, oggi si perviene ad alleanze alternanti a seconda della tematica. In particolare, il partito dei Verdi trae vantaggio, in quanto gruppo strutturalmente conservatore, dalle decisioni di voto cristiane.

L’allentamento delle appartenenze

Per molti giovani l’organizzazione ecclesiastica è indifferente; essi cercano la propria comunità con la quale possono arrangiarsi, ma il vescovado e la chiesa laica li interessa al massimo solo alla lontana. Soltanto una piccola parte dei cattolici sa a quale diocesi appartiene e conosce meglio il parroco che non il vescovo. E’ evidente che una simile “scissione orizzontale delle chiese”, che è da molto tempo invalsa nei Paesi Bassi, rappresenta un grande pericolo per le chiese in quanto grandi istituzioni.

Un gruppo importante è costituito da coloro che frequentano la chiesa solo occasionalmente, non hanno un contatto con la chiesa, ma non vogliono tagliare il legame continuando a pagare l’imposta ecclesiastica, con l’idea che questo legame possa essere ancora importante. Questo gruppo si fa notare, ad esempio, per il suo notevole grado di accettazione dell’educazione e dell’istruzione cristiane per i propri figli nonché per altri aspetti. Per quanto riguarda l’imposta ecclesiastica, si tratta di una quota sociale la cui percezione e il cui calcolo sul gettito fiscale vengono effettuati a fronte di un rimborso spese. I tentativi di introdurre il sistema italiano del contributo fisso da assegnarsi liberamente finora sono falliti a causa della forte resistenza delle chiese che vogliono mantenere il contributo in capo ai rispettivi fedeli.

L’importanza delle chiese nel contesto statale

Qual è l’importanza delle chiese nel contesto statale? Le chiese sono ancora percepite a livello politico? Nelle dichiarazioni di governo delle ultime legislature la religione quasi non è più presente: la formula del giuramento religioso non viene più utilizzata da molti soggetti al giuramento. Alle chiese in Germania conviene presentarsi in modo ecumenico non solo a causa dei rapporti numerici. Nei comuni lo fanno con grande naturalezza. A livello nazionale sono soprattutto degni di nota la prima Giornata ecumenica delle chiese del 2003 a Berlino, preceduta dall’incontro comune nella Repubblica Democratica Tedesca del 1996 ad Eisleben, e la seconda Giornata del 2010 a Monaco. Insieme rappresentano comunque ancora la maggioranza della popolazione tedesca. Anche a livello politico nel frattempo si registrano numerose azioni congiunte: la comune “Parola sulla situazione economica e sociale” del 1997, seguita da tutta una serie di prese di posizione politiche condivise, ne è un esempio notevole. Anche le “Settimane per la vita”, in cui le due grandi chiese compaiono insieme, sono da citare al riguardo.

Nella Chiesa evangelica tedesca (EKD) si è realizzato un modello sinodale in cui collaborano dignitari e membri. Nella Conferenza episcopale tedesca (DBK) si ha un’unione di vescovi le cui esternazioni, malgrado la loro divisione tradizionale delle funzioni, sono sempre più rivolte a questioni politiche. I laici cattolici già dal 1848 si sono uniti in un “Comitato centrale dei cattolici tedeschi”. Le loro prese di posizione politiche nella percezione della combinazione e EKD/DBK vengono sempre meno notate. Tra la percezione del pubblico e l’importanza effettiva dei cristiani vi è un baratro. Secondo il sociologo delle religioni Karl Gabriel “chi caratterizza l’Europa come un continente secolarizzato corre il pericolo di escludere dal campo visivo degli aspetti della realtà e di ridurre e appiattire la complessità e contraddittorietà dello sviluppo attuale in materia di religione”.

Thomas Sternberg

Approfondimenti

  • Bergmann, J./Hahn, A./Luckmann, Th. (a cura di): Religion und Kultur, in Kölner Zeitschrift für Soziologie und Sozialpsychiatrie H. 33, Opladen 1993.
  • Dimap-Politikforschung: Religion – Politik – Gesellschaft. Ergebnisse einer Repräsentativerhebung im Auftrag der Konrad-Adenauer-Stiftung, Dezember 2002; und: Wahlreport. Wahl zum 16. Deutschen Bundestag, pp. 86–89; cfr. Forschungsgruppe Wahlen e.V.: Bundestagswahl 2005.
  • Hochschild, Michael: Religion in Bewegung. Zum Umbruch der katholischen Kirche in Deutschland, Münster 2001.
  • Institut für Demoskopie Allensbach: Trendmonitor Religiöse Kommunikation 2003. Bericht über eine repräsentative Umfrage unter Katholiken zur medialen und personalen Kommunikation, durchgeführt im Auftrag der Medien-Dienstleistung GmbH (MDG), Allensbach 2003.
  • Jagodzinski, Wolfgang/Quandt, Markus: Religion und Wahlverhalten in der längsschnittlichen Entwicklung, in: Klein, Markus et. al. (a cura di): 50 Jahre Empirische Wahlforschung in Deutschland. Entwicklung, Befunde, Perspektiven, Daten, Wiesbaden 2000.
  • Katholische Kirche in Deutschland. Statistische Daten, jährlich a cura di Sekretariat der Deutschen Bischofskonferenz, Bonn.
  • Kaufmann, Franz Xaver: Wie überlebt das Christentum?, Freiburg 2000.
  • Schmitt, Karl: Konfession und Wahlverhalten in der Bundesrepublik Deutschland, in: Ordo Politicus 27, Berlin 1989.