Arte e cultura

“Se la nostra società vuole rimanere innovativa, creativa e aperta, non possiamo rinunciare agli stimoli e agli spunti di pensiero della cultura e delle arti. E’ così che vengono stabiliti insieme i fondamenti e gli orientamenti per ciò che rende vitale una società” – ecco cosa dice Bernd Neumann. l’incaricato del Governo federale per la cultura e i mezzi di comunicazione di massa. Ciò che dice è tanto evidente che non si vorrebbe aggiungervi proprio nulla.

La professione dell’arte e della cultura, formulata in modo inequivocabile, in quanto vero presupposto di una democrazia capace di dialogo e disponibile al dialogo per uno Stato che si intende come nazione culturale e promuove una società vitale e vivace, si documenta pluralisticamente anche nelle cifre e nelle leggi. Durante la legislatura passata, il ministro federale Neumann, come unico responsabile di un dicastero, è riuscito a ottenere un aumento delle risorse per il proprio budget. Ciò non costituiva solo un segno incoraggiante per la scena culturale sfaccettata del Paese, ma anche una decisione adeguata del Governo. Ciò significa che la Repubblica Federale di Germania si intende decisamente come Stato culturale e manifesta questa intenzione anche nel Trattato di unificazione. Così alla cultura, nel contesto del ripristino dell’unità statale, si riconosce una priorità rilevante a livello costituzionale, a prescindere dalla – ed evidentemente anche della – discussione sulla questione dell’inserimento della cultura tra gli obiettivi dello Stato nella Costituzione che è sempre più sovraccarica.

Responsabilità politica e promozione della cultura

Gli ancoraggi giuridici, le questioni di bilancio e le sistematizzazioni della politica reale sembrano essere molto lontane dalla cultura “sentita”. In realtà, tuttavia, simili accompagnamenti sono indispensabili per la cultura vissuta, per consentire il libero sviluppo dell’arte e del suo potenziale socio-politico. Lo Stato si preoccupa delle condizioni di vita dei suoi cittadini, e quindi anche dell’arte e della cultura. Fa parte delle sue responsabilità la loro promozione e il loro potenziamento nonché il miglioramento delle condizioni generali in cui esse possono sussistere.

Una responsabilità politico-culturale intesa in questo modo non significa, tuttavia, che lo Stato sia anche competente per l’arte e la cultura. In Germania, l’arte e la cultura sono intese come componente centrale del processo sociale. Esse si situano in un campo di forze e di tensioni costituito da creatività individuale, dialogo sociale e sostegno statale. La Repubblica Federale perciò ha creato una rete fitta quasi senza precedenti di vari provvedimenti e programmi di promozione. La promozione riguarda progetti e anche singoli artisti, premi artistici, borse di lavoro o residenziali, acquisti pubblici, arte negli edifici e negli spazi pubblici nonché programmi a favore di studi artistici. Nel caso delle borse residenziali e per l’estero, l’Italia svolge un ruolo particolare. Tra le istituzioni particolarmente importanti che offrono questo tipo di borse, vi è l’Accademia tedesca di Villa Massimo a Roma, la Villa Romana a Firenze e la Casa Baldi a Olevano Romano.

L’estrema differenziazione dello spettro di programmi di promozione è dovuta anche alla struttura federativa dello Stato. Le entità substatali sono protagonisti determinanti nel campo della promozione dell’arte e della cultura. Inoltre, si attuano esemplari collaborazioni tra lo Stato centrale e gli Stati federati, come un’iniziativa realizzata con straordinario successo nella Renania settentrionale-Vestfalia sotto il motto “a ogni bambino uno strumento”. Sotto il patrocinio del Presidente della Repubblica, la Fondazione culturale federale, lo Stato della Renania settentrionale-Westfalia e la Fondazione Istruzione Futuro all’interno della fondazione GLS Treuhand e.V realizzarono un programma volto a far imparare a ogni bambino del territorio della Ruhr uno strumento musicale di propria scelta. Il programma ha un limite temporale posto nel 2010, ma ha già ispirato numerose iniziative successive.

Responsabilità politico-culturale e identità culturale

Le condizioni generali, la cui strutturazione è di responsabilità dello Stato, sono di natura giuridica, finanziaria e infine anche ideale. Riconoscendo l’arte e la cultura nella loro straordinaria importanza per la vita sociale, e creando un clima favorevole ad esse, lo Stato promuove la loro funzione fondativa di identità. Il fatto che la Repubblica Federale di Germania si intenda come Stato della cultura tiene conto dello sguardo retrospettivo e della cura delle tradizioni mentre, guardando avanti pone in evidenza la rilevanza dell’arte e della cultura per lo sviluppo proprio e la qualità della vita dell’uomo, e promuove l’innovazione.

L’arte e la cultura sono caratteristiche fondative dell’identità di una società democratica, esse documentano progetti di vita e forme di vita, per cui sono nel miglior senso della parola espressione della democrazia vissuta. L’identità non si definisce solo in termini di provenienza, lingua e obbligo di rispettare i valori fondamentali, ma è soprattutto identità culturale che si plasma in modo complesso e individuale attraverso l’esperienza vissuta delle culture locali, regionali, nazionali e internazionali. Per questi motivi sono validi i principi della pluralità e del decentramento (federalismo). La politica culturale è politica sociale che consente ai cittadini di partecipare alla cultura e alla società.

La libertà dell’arte come imperativo costituzionale

La pluralità delle prospettive, delle possibilità interpretative e delle opzioni di azione dell’operare creativo è garantita dall’imperativo costituzionale della libertà dell’arte. Sono gli artisti stessi a determinare la vita culturale e i contenuti e risultati della creazione culturale. L’arte è autonoma e non soggetta a compromessi, non segue nessuna finalità e nessuna ideologia, non deve essere strumentalizzata, né essere parte di un calcolo politico. Le posizioni inusuali o provocatorie devono essere tollerate.

L’arte e la cultura diventano così un anello di collegamento determinante tra i cittadini e anche tra la società e lo Stato. Il gioco con le opzioni, il primato della libertà del pensiero e i potenziali autentici del pensiero e dell’agire creativi sono irritazioni nel miglior senso del termine. Destano meraviglia, talora scioccano, rendono curiosi, sensibilizzano e sorprendono. Gli artisti sono uomini di frontiera – e devono esserlo. Da molto tempo a questa parte gli artisti presentano curriculi internazionali, praticano la globalizzazione. In questo modo la provenienza naturale sarà soltanto una tra molte variegate caratteristiche distintive sull’orizzonte interpretativo di una vita d’artista. Nel contempo ciò significa che diventano obsolete le vecchie posizioni egemoniche e le idee esclusivistiche tipiche dell’era della formazione dei blocchi ideologici e geografici. I modelli culturali sono indagati, consolidati o posti in correlazione l’uno con l’altro, a prescindere dalla loro provenienza dalle sfere della cultura alta, della cultura popolare, della cultura degli eventi o del quotidiano, della socio-cultura, della cultura nazionale e internazionale, della cultura delle masse o delle minoranze.

Al centro dei molteplici impulsi innovativi rimane sempre l’uomo e il suo orientamento in questo mondo. L’arte e la cultura, perciò, sono costitutive di identità a livello individuale, mentre costituiscono e potenziano la comunità e la cosa comune. E’ questa idea fondamentale che promuove la ricchezza della Repubblica Federale di Germania, le possibilità di sviluppo degli uomini e quindi anche della qualità della vita.

L’impegno dell’economia privata

Data la penuria delle casse pubbliche, prende forma l’aspirazione di molti cittadini di assicurare, a livello di idea civica, la partecipazione generale alla vita culturale attraverso attività onorifiche o di mecenatismo. L’impegno dell’economia privata nelle sue forme sia modeste che generose ha portato alla creazione di numerose fondazioni artistiche e culturali. Sono state attuate alcune nuove riforme a livello di politica fiscale per favorire questo tipo di promozione. Questo presuppone il sussistere di una finalità prevalentemente di pubblico interesse delle fondazioni, un patrimonio i cui ricavi consentono il finanziamento delle finalità della fondazione e una struttura in grado di svolgere l’attività prefissa. Numerose imprese tedesche, in particolare i ceti medi a lavoro autonomo, sono ormai convinti che attraverso l’arte e la cultura sia possibile creare e consolidare valori a lungo termine. La considerazione dell’arte è intesa come parte della responsabilità imprenditoriale e della cultura d’impresa. Una società civile impegnata in tal senso potrà agire in modo sostenibile soltanto se sa di avere al proprio fianco lo Stato culturale. Ne sono una prova impressionante le quasi duecento misure di promozione varate soltanto nel campo delle arti figurative – senza considerare i numerosi impegni minori – risalenti a iniziative pubbliche e private. Per la politica e la società, quindi, qualsiasi investimento in arte e cultura equivale a un investimento in un futuro degno di essere vissuto.

Hans-Jörg Clement