Criminalità

Nella percezione dei cittadini la supposizione che la criminalità nella Repubblica Federale di Germania sia più o meno in costante aumento sembra essere diventata una cosa ovvia. Sono responsabili di ciò in prima linea i mezzi di comunicazione di massa che più o meno ogni giorno e dettagliatamente riferiscono di reati come se si trattasse di realtà quotidiane. In realtà, invece, la Statistica criminale della polizia (PKS) per il 2008 con i 6.114.128 casi di criminalità registrati nella Repubblica Federale di Germania evidenziano un regresso della criminalità del 2,7%. Si osserva anche un regresso della criminalità violenta pari al 3,2%, tra cui anche i delitti pari a 81 casi di omicidio e assassinio. La criminalità di strada è regredita del 5%, i furti del 4,6%. Anche nelle frodi e nella criminalità economica si sono registrati dei cali. La criminalità informatica è rimasta uguale segnalando un livello di circa 63.000 reati.

L’evoluzione della criminalità

Le statistiche criminali evidenziano un vecchio dilemma. Infatti, la statistica criminale della polizia è in grado di illustrare soltanto la parte evidente della criminalità e anche in questo caso soltanto i reati noti attraverso la polizia e da questa trattati. Mancano in questa statistica i reati trattati presso le procure generali, presentati immediatamente alle procure - e non alla polizia - per ulteriori indagini da parte di studi legali o delle parti lese.

Dalla statistica criminale risulta anche quali siano i punti focali privilegiati dalla polizia nelle indagini svolte. Il lavoro della polizia è ancora sempre fortemente orientato verso la criminalità di strada e quindi sostanzialmente anche verso i furti e le rapine nonché la criminalità violenta quali forme classiche della criminalità. Altri delitti, come ad esempio la criminalità economica o le truffe, finora non fanno parte dell’esperienza quotidiana delle indagini della polizia, tuttavia sono forme in drammatico aumento attraverso un maggiore uso di Internet e in connessione con la criminalità informatica. Un numero sempre maggiore di cittadini, che in altre condizioni non avrebbero superato la soglia inibitoria verso il furto con o senza effrazione o la rapina, evidentemente non si fanno uno scrupolo di commettere reati sfruttando Internet. Così ogni giorno in tutte le fasce di età si causano migliaia di nuove vittime che spesso non fanno nemmeno denuncia perché ritengono imbarazzante il fatto di essere stati vittime di raggiri spesso in maniera spettacolare. Finora la politica non ha ravvisato alcuna necessità di formare e specializzare esperti specifici per questo nuovo tipo di criminalità. Ne soffrono non soltanto la polizia, privata degli esperti necessari per lottare contro queste forme di criminalità, ma in ultima analisi anche i cittadini e i diretti interessati. Se la criminalità informatica ristagna nelle statistiche e talora addirittura sembra essere in regresso, ciò non dovrebbe essere addotto a prova del fatto che questa forma di criminalità sia sotto controllo. Piuttosto queste cifre documentano l’incapacità dei responsabili di arrestare la criminalità mediante Internet in base a progetti innovativi e personale tecnico altamente qualificato e impegnato. I delinquenti non a torto hanno la sensazione di avere il sopravvento in questi luoghi virtuali dei delitti.

Le riforme necessarie

Inoltre, la Repubblica Federale di Germania nella lotta alla criminalità subisce anche un impedimento dovuto al federalismo, per il quale la polizia e quindi la persecuzione dei crimini è di competenza dei 16 Stati federati e dell’organizzazione federale per la lotta contro la criminalità (polizia federale, ufficio criminale federale, dogane, controllo finanziario lavoro nero). I ministri degli interni degli Stati federati hanno deciso di organizzare e formare la propria polizia e in particolare la loro polizia criminale in modo individuale e adottando criteri diversi. Perciò nei 16 Stati federati per la polizia criminale si adottano procedure di scelta e assunzione diverse e provvedimenti diversi per la formazione e la specializzazione. Inoltre, è giustificata la critica del fatto che i dipendenti della polizia di pubblica sicurezza e della polizia criminale siano sottoposti allo stesso tipo di formazione.

Presentando questa problematica alla cittadinanza e alla stampa, si incontra sempre una certa incomprensione in relazione alla “polizia universale e generalista”. Infine, i film televisivi trasmettono continuamente l’immagine di commissari qualificati sul luogo del delitto, immagine che il cittadino può costruirsi soltanto in base al proprio profilo professionale basato su una selezione e formazione specialistica. Purtroppo la realtà si presenta diversa. Differiscono sempre più i requisiti posti alla professione del criminologo e la realtà del lavoro in una struttura della polizia orientata in senso unitario, talora anche in senso ideologico. In realtà già oggi, in un’Europa che sta crescendo insieme, avremmo bisogno di euro-criminologi che conoscano almeno due lingue, abbiano familiarità con sistemi giuridici diversi e organizzazioni diverse impegnate nella persecuzione dei delitti e che siano inoltre in grado di realizzare raccolte di prove a livello transnazionale. Ne consegue la necessità anche di un adattamento del diritto penale e del diritto di procedura penale, oggi ancora fortemente orientato alle tradizioni nazionali, verso un diritto penale e un diritto processuale penale idealmente europei. Oggi è necessario che la polizia criminale assuma non solo persone diplomate qualificate che si siano decise per questa professione, ma anche candidati con una formazione professionale completa e curriculi di studi conclusi. Al riguardo valga da esempio l’Olanda che ha deciso di assumere laureati per la polizia criminale. Presso l’FBI questa prassi è normale ed è adottata ad esempio anche dalla polizia giudiziaria del Portogallo.

E’ proprio per la lotta alla criminalità organizzata e per la lotta contro la criminalità informatica che le frontiere non dovrebbero più costituire un impedimento importante. Infatti, gli autori di queste forme di criminalità sfruttano proprio le frontiere nazionali, le differenze tra i sistemi giuridici nonché le diverse competenze delle polizie europee, per sfuggire alla persecuzione penale nazionale approfittando, ad esempio della tutela giuridica della polizia e della giustizia, talora molto complicata. Sarebbe quindi molto importante in vista di una lotta efficace della criminalità a livello nazionale ed europeo se le diversità ancora esistenti tra i vari sistemi giuridici potessero essere compensate da criminologi qualificati al di qua e al di là della frontiera, dotati di una professionalità qualificata, per assicurare successi comuni nella lotta internazionale alla criminalità.

Rolf Jäger