Famiglia

Attualmente stiamo assistendo a processi di trasformazione sociale che comportano numerose nuove libertà, ma anche ambivalenze, contraddizioni e vincoli nuovi. Ciò che vale per la società nel suo insieme, non manca di ripercuotersi sulla famiglia. Tre quarti della popolazione europea vive in paesi in cui i livelli di natalità sono bassi, cioè con un tasso di natalità inferiore a 1,5. A questi appartiene anche la Germania.

In Germania nell’anno 2006 le famiglie con figli minori erano 8,8 milioni, di cui 7,2 milioni nella Germani occidentale e 1,6 milioni nei nuovi Länder. Dal 1996 il numero delle famiglie in Germania orientale si è ridotto continuamente e così anche in Germania occidentale, ad eccezione di tre annate. Il numero delle famiglie in Germania occidentale dal 1996 si è ridotto dell’1%, in Germania orientale ben del 28%.

Al regresso del numero delle famiglie fa da sfondo un andamento differenziato delle forme di famiglia. Mentre il numero delle famiglie tradizionali (coppie sposate con figli) si è ridotto, si osserva un aumento del numero di forme di convivenza alternative. La crescente importanza delle forme di famiglia alternative comporta uno spostamento delle strutture familiari, tuttavia prevalgono ancora le coppie sposate con figli. Circa due terzi dei bambini crescono con i loro genitori sposati.

Comunque, accanto al tradizionale monopolio della famiglia borghese normale, intesa come matrimonio con figli, della durata di una vita intera, è sorto un concorrente. Oggi la famiglia presenta facce diverse. Già in tenera età i bambini si confrontano con una pluralità di sistemazioni familiari, dovute a separazioni, divorzi, famiglie acefale, nuovi matrimoni e famiglie composite.

La struttura familiare

La famiglia costituisce una forma dinamica di convivenza soggetta a modificazioni e condizionata da concezioni culturali e scale valoriali, nonché da fenomeni sociali ed economici. Tuttavia, il panorama delle famiglie non è solo costituito da diversità nelle forme e negli stili di via. Ne fanno parte anche concezioni culturali diverse e l’immaginario della popolazione con un passato di migrazione.

Di conseguenza, negli ultimi 20 anni non si è modificata solo la forma della famiglia, ma anche la sua funzione, la percezione di queste funzioni e la relativa distribuzione nelle famiglie. “Il tipo di famiglia predominante nella società industriale, il matrimonio di mantenimento, in cui il capofamiglia maschile era in grado di assicurare in modo duraturo la base economica per la propria consorte e i suoi figli, nella futura società postindustriale non costituirà più un modello di matrimonio e famiglia in cui la maggioranza della popolazione possa riconoscersi, come avveniva ancora negli anni ’60 e ’70 del XX° secolo” (Bertram, 1999, p. 9).

La struttura matrimoniale e familiare di tipo patriarcale negli ultimi decenni è stata sostituita da un’idea collaborativa di convivenza. E’ soprattutto per le donne che le prospettive di vita e le opzioni si sono diversificate. La crescente qualificazione di donne e uomini e il diverso immaginario delle donne circa il proprio progetto di via sono diventati condizioni esistenziali della società postindustriale o moderna.

La famiglia tradizionale in regresso

Il minor numero di figli nelle famiglie, il crescente numero dei divorzi, il maggior numero di famiglie acefale, l’aumento dell’occupazione di ambedue i genitori, le nuove forme e i nuovi stili di vita sono altrettanti segni di un cambiamento profondo della struttura familiare. La famiglia tradizionale è in regresso. In Germania una famiglia su quattro con figli minori ora ha adottato una forma di convivenza alternativa.

Ma la famiglia non è stata modificata soltanto a livello strutturale. Anche dal punto di vista qualitativo è cambiata l’idea circa le aspettative in relazione alla collaborazione, al ruolo paterno, al ruolo femminile e materno nonché per quanto riguarda stili e obiettivi dell’educazione. La concezione dell’educazione ha subito una trasformazione sostanziale, passando dall’ubbidienza, dall’ordine e dall’adeguamento all’autonomia e alla personalità individuale di cui occorre rilevare e promuovere capacità e talenti.

Con il riconoscimento dell’autonomia del bambino si modifica anche la relazione tra genitori e figli che passa da una relazione autoritaria a una convivenza maggiormente improntata alla collaborazione. Questa trasformazione qualitativa del concetto di educazione da parte dei genitori si basa non da ultimo sulla diversa importanza che oggi il figlio ha per i genitori. Con il miglioramento del benessere, i figli non hanno più un’importanza solo economica, ma soprattutto psicologica e di creazione di senso.

Il ruolo genitoriale

A prescindere da tutti i processi di cambiamento avvenuti nella realtà, continuano a sussistere efficaci immagini normative in relazione alla “madre buona”, che non mancano di influire sulla vita e sul modo di intendere il ruolo materno e paterno. In Germania, oltre il 90% della popolazione ritiene che una donna durante i primi mesi di vita del figlio dovrebbe rimanere a casa – per gli uomini la stessa considerazione si limita al 20%. Inoltre, il 90% è dell’opinione che occorre ridurre il tasso di occupazione della donna fintanto che i figli sono ancora piccoli. Tuttavia, ben il 34% della popolazione esprime questa aspettativa anche per gli uomini.

Quindi, i modelli culturali classici continuano a essere validi, anche quando il comportamento reale di ambedue i genitori sta modificandosi nel senso di un aumento dell’impegno professionale. L’elemento che effettivamente si è modificato riguarda in particolare l’aspettativa posta ai padri, soprattutto con l’introduzione negli ultimi anni dei cosiddetti “mesi del padre”. Attualmente il problema consiste – come avveniva da tempo per le madri lavoratrici – nel conciliare le esigenze della famiglia e della professione. I giovani padri oggi vorrebbero essere padri attivi, ma rimangono comunque legati al ruolo nutritivo, per cui si sottopongono a una certa pressione per soddisfare esigenze diverse.

Politica della famiglia sostenibile

Il Governo federale negli ultimi anni si è occupato di questo cambiamento intervenuto in relazione alle esigenze delle famiglie, sviluppando una politica della famiglia sostenibile, la cui finalità consiste nel miglioramento delle condizioni generali per la vita familiare. A questo scopo, negli anni passati i servizi relativi sono stati trasformati, ampliati e rinnovati a livello normativo. In nessuna legislatura come in quella attuale sono state introdotte modifiche tanto profonde per la vita delle donne e delle famiglie. La base dell’attuale politica familiare è costituita da un cambio dei paradigmi; questi subiscono un ulteriore sviluppo a partire dal tradizionale punto fondamentale dell’assistenza materiale ai figli nell’ambito di una più equa distribuzione degli oneri familiari.

Finora la politica familiare consisteva soprattutto in una politica sociale basata su concezioni e fasi della vita analoghe. Per 50 anni questa politica si basava sulla regola interiorizzata secondo cui lo Stato dovrebbe dare più denaro a tutte le famiglie, e possibilmente nella stessa misura. Questa concezione della politica familiare era una componente di una logica generale da Stato sociale, notevole in quanto a entità finanziaria, ma scarsamente apprezzata a livello di scala di valori dei protagonisti.

In ciò vi è stato un cambiamento sostanziale. Oggi la politica familiare in Germania punta su un mix fatto di denaro, tempo e infrastrutture. In questo modo si cerca di tenere conto del cambiamento intervenuto nelle esigenze delle famiglie. Oggi le famiglie e la vita familiare in Germania sono caratterizzate da un certo pluralismo. Quindi, non si può affrontare il problema con una sola misura valida per tutte le famiglie. Perciò per le famiglie giovani oggi è molto importante ampliare le infrastrutture per i bambini sotto i tre anni, ma anche sostenere finanziariamente, con contributi per i genitori, l’assenza dal lavoro nonché l’impiego mirato dei contributi finanziari destinati alle famiglie giovani.

Christine Henry-Huthmacher

Approfondimenti

  • Bertram, Hans: Familie leben – Neue Wege zur flexiblen Gestaltung von Lebenszeit, Arbeitszeit und Familienzeit, Gütersloh 1999.
  • Kaufmann, Franz-Xaver: Schrumpfende Gesellschaft - Vom Bevölkerungsrückgang und seinen Folgen, Frankfurt a. M. 2008.
  • Peuckert, Rüdiger: Familienformen im sozialen Wandel, VS-Verlag, Wiesbaden 2008.
  • Statistisches Bundesamt/Wissenschaftszentrum Berlin/Gesellschaft sozialwissenschaftlicher Infrastruktureinrichtungen: Datenreport 2008: Der Sozialbericht für Deutschland, Bonn 2008.