Interessi organizzati

Nella Repubblica Federale gli interessi organizzati non godono di una buona immagine. Nella società predomina l’immagine di un rappresentante di associazione che nell’atrio del Parlamento (lobby) cerca in modo più o meno trasparente e antidemocratico di comprare i voti dei deputati in modo che questi tengano conto dei suoi interessi specifici. Questa immagine negativa della moderna rappresentanza degli interessi nel frattempo si è anche radicata nella pubblicistica e nella considerazione scientifica della tematica, mentre le pubblicazioni descrittive più ottimistiche pongono l’accento sul valore democratico pratico delle associazioni. In uno Stato aperto, in cui ogni interesse ha il diritto di organizzarsi ed esercitare un influsso sulla strutturazione politica, il sistema politico e i suoi decisori devono poter contare sul fatto che i vari settori sociali si articolino e introducano il proprio sapere speciale.

In questo contesto le associazioni di categoria sono irrinunciabili per la cosa pubblica politica: esse raggruppano le aspettative sociali poste alla politica anche la di fuori delle date delle elezioni, offrendo un foro partecipativo ai suoi cittadini e opponendosi a problemi di minaccia della democrazia (disaffezione dalla politica, ecc.). Inoltre essi scaricano notevolmente il sistema politico: laddove le elite statali, i deputati e i membri del governo non sono in grado di appropriarsi in breve tempo di conoscenze in materie complesse, sfruttano il sapere esperto esistente nella società, concentrato nelle associazioni di categoria. Questo sapere specialistico è sfruttato anche, ad esempio, dai ministeri quando nel corso della preparazione di una legge (“progetto degli esperti”) invitano i rappresentanti delle associazioni di diverso orientamento, dagli interessi anche divergenti, a prendere posizione nei confronti del progetto governativo. In questa maniera ci si assicura che i provvedimenti (le leggi) dei decisori politici siano anche adeguati alla realtà sociale, escludendo la necessità di apportare “ulteriori miglioramenti” in caso di decisioni urgenti. A tale riguardo nella Repubblica Federale lo sviluppo di un associazionismo moderno si è svolto in maniera tutt’altro che lineare.

Il panorama moderno dell’associazionismo

Il processo della differenziazione sociale nell’ultimo secolo si è potenziato e, di conseguenza, si è anche modificato il panorama dell’associazionismo. Oggi si distinguono sei settori all’interno dei quali rappresentanze di interessi altamente specializzate si occupano delle questioni che interessano un determinato gruppo della società:

  • Economia e lavoro: è il settore associativo con il maggior numero di iscritti e anche il più importante; esso rappresenta, oltre ad altri interessi organizzati, due confederazioni potenti. Nel settore lavoro, la Confederazione dell’industria tedesca (BDI) raccoglie sotto il proprio tetto una pluralità di associazioni settoriali, rappresenta l’imprenditorialità tedesca e costituisce nell’insieme l’organizzazione politica più influente dei datori di lavoro tedeschi. Sul versante opposto, i sindacati costituiscono le rappresentanze del settore lavoro. La confederazione di vertice DGB e, al suo interno, il sindacato del settore servizi ver.di con il maggiore numero di iscritti. organizza e rappresenta gli interessi dei prestatori d’opera. I sindacati non sono riusciti a mantenere costante l’aumento degli iscritti fino agli inizi degli anni ’90. Anzi, oggi il numero degli iscritti sta scendendo come anche la quota di prestatori d’opera sindacalizzati nei vari settori dell’economia.
  • Vita sociale e salute: l’ente più importante di questo settore è costituito dalla Croce rossa tedesca (DRK). Come altre associazioni dello stesso settore, essa eroga servizi sociali. Gli interessi organizzati di questo settore soffrono in parte notevolmente del calo della disponibilità dei cittadini ad accettare cariche onorifiche e quindi impegni non retribuiti, per cui alcuni servizi sociali possono essere ormai prestati soltanto ad alta intensità di costo da parte di erogatori di servizi professionalizzati.
  • Cultura, istruzione, scienza, religione, ideologia: il compito di queste associazioni settoriali è quello di rappresentare la pluralità culturale e ideologica. Ne fanno parte le due grandi chiese nonché i raggruppamenti di comunità religiose minori o le associazioni scientifiche.
  • Tempo libero e ricreazione: gran parte delle federazioni e/o associazioni sportive persegue interessi volontaristici, cioè servono esclusivamente a se stesse e non cercano di esercitare influssi sul sistema politico. Ma laddove si formano delle confederazioni, come la Lega calcistica tedesca (DFB), si tratta di rappresentanze di interessi materiali concreti. L’associazione più importante con il maggior numero di iscritti in questo segmento è costituita dall’Automobile Club tedesco (ADAC). Con i suoi 15 milioni di soci questa associazione già dal punto di vista quantitativo è in grado di analizzare e influenzare le decisioni politiche.
  • Politica: nella sfera d’azione della politica si muovono associazioni i cui interessi fanno in linea di massima parte della sfera politica. Ad esempio, l’Associazione delle città tedesche rappresenta gli interessi delle città tedesche nei confronti dello Stato centrale e degli Stati-regione.
  • Ambiente: il campo d’azione nel quale le associazioni come Greenpeace o Robin Hood attirano l’attenzione su di sé attraverso azioni o manifesti, al momento presenta uno sviluppo marcatamente positivo. In questo caso non si verifica la nota carenza di disponibilità ad assumere cariche onorifiche, di cui si è detto a proposito del settore sociale, riuscendo a reprimere i problemi del lusso poiché a una minoranza di membri attivi si contrappone una pluralità di donatori e iscritti passivi.

Le innovazioni intervenute nell’associazionismo

Come si modificano i sistemi politici e le rispettive condizioni generali, anche la rappresentanza di interessi è soggetta a cambiamenti. Innanzitutto si osserva che il lavoro delle relative organizzazioni si concentra soprattutto sugli aspetti esecutivi. Contrariamente a tutti i pregiudizi esistenti, esse non agiscono solo nei confronti dei parlamentari, ma nei sistemi politici moderni si inseriscono nei momenti di elaborazione delle leggi, cioè nei ministeri. Tuttavia, il lavoro di dette organizzazioni si è fatto più difficile, e non solo per il fatto che si concentrano sui governi. A causa della crescente europeizzazione, le elite dell’associazionismo devono sapere esattamente il luogo in cui vengono prese le decisioni che concernono il proprio settore di interesse. Sia a livello di governi nazionali sia a livello dei decisori sopranazionali. Le associazioni che rappresentano interessi forti della finanza o comunque materiali sono in grado di dare incarichi a servizi professionali o intrattenere proprie dipendenze a Berlino e a Bruxelles. Tuttavia, l’efficienza di un’associazione è indipendente dalla propria entità, anzi le organizzazioni altamente specializzate che rappresentano interessi settoriali marginali della società, spesso sono in grado di mettere sotto pressione interi settori industriali o intere branche dell’economia. Lo sciopero dei conducenti di locomotive e il conseguente parziale crollo di tutto il trasporto su rotaia nel 2008 oppure l’influsso sovradimensionato dell’associazione dei piloti Cockpit sull’intero trasporto aereo dimostrano che in una società altamente differenziata anche associazioni piccole possono esercitare un influsso forte. Tuttavia, questo fatto sostanzialmente non è antidemocratico né pericoloso ai fini del bene comune.

Gli sviluppi in atto

Delle complessive 14.000 organizzazioni di rappresentanza di interessi con sede nella Repubblica Federale (senza contare le associazioni in senso stretto), 2.088 sono indicate nell’elenco delle lobby del 2009 della Dieta federale tedesca. Queste organizzazioni cercano di realizzare le proprie idee sociali attraverso un influsso concreto esercitato sulle elite politiche. A livello europeo si tratta di 1.200 associazioni che lottano per tutelare i propri interessi a Bruxelles o Strasburgo. L’inferiorità di questo numero si spiega con i costi elevati connessi all’europeizzazione, che non sono alla portata di ogni associazione. Per questo motivo le associazioni hanno iniziato a istituire strutture altamente professionalizzate, per lo più supportate da pochi collaboratori (spesso anche da uno solo). In questo modo è iniziata la tendenza a costituire “microassociazioni” a livello europeo. Si ravvisano tuttavia anche tendenze che lasciano intendere che le associazioni ingaggiano fornitori professionali di servizi (ad es. PriceWaterhouseCoopers) per la difesa dei propri interessi, quando esse stesse non sono in grado di fare altrettanto. Infatti, la struttura associativa sia a livello nazionale sia a livello europeo è sempre più organizzata da gestori professionali. A causa della generale stanchezza di partecipazione, le associazioni avranno filo da torcere anche in futuro per la mancanza di disponibilità di ampie fasce della popolazione a collaborare.

Alexander Straßner

Approfondimenti

  • Leif, Thomas/Speth, Rudolph: Die fünfte Gewalt. Lobbyismus in Deutschland, Wiesbaden 2006.
  • Lösche, Peter: Verbände und Lobbyismus in Deutschland, Stuttgart 2007.
  • Sebaldt, Martin/Straßner, Alexander: Verbände in der Bundesrepublik Deutschland. Eine Einführung, Wiesbaden 2004.
  • Straßner, Alexander: Funktionen von Verbänden in der modernen Gesellschaft, in: APuZ B 15-16/2006, pp. 10-17.
  • Winter, Thomas von/Willems, Ulrich (a cura di): Interessenverbände in Deutschland, Wiesbaden 2007.