Pari opportunità

“Uomini e donne hanno pari diritti”. Questa frase dell’articolo 3 della Costituzione tedesca, che le quattro “madri della costituzione” - Elisabeth Selbert, Helene Weber, Helene Wessel e Frieda Nadig - facenti parte del Consiglio parlamentare costituente del 1949 riuscirono a far passare, fino a oggi costituisce il criterio orientativo più importante delle politica delle pari opportunità in Germania. La politica delle pari opportunità ebbe inoltre un vento internazionale in poppa con la ratifica della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW 1979) da parte della Germania nel 1985. L’anno seguente, nel 1986, fece parte per la prima volta del Governo federale un dicastero delle donne con il ministro Rita Süßmuth.

Orientamenti riguardo alle pari opportunità

Se ancora venti anni fa si trattava di lottare per la parità dei diritti, oggi il 77% della popolazione afferma che le pari opportunità costituiscono un “importante tema sociale”. I giovani, donne e uomini, oggi ritengono del tutto naturale che abbiano le stesse condizioni di partenza e gli stessi diritti. E’ degno di nota il fatto che le aspettative delle donne giovani in materia di parità di diritti oggi non si rivolgano innanzitutto allo Stato. Per loro ogni donna è “autonomamente responsabile” di imporre il proprio diritto nella coppia, nella professione e nel tempo libero. Le giovani donne di alto livello culturale desiderano accompagnarsi soltanto a un uomo che condivida la loro idea di convivenza a pari titolo, sia per questioni inerenti all’attività di guadagno sia per l’educazione dei figli.

A differenza delle donne giovani, gli uomini giovani dello stesso livello culturale mostrano una profonda ambivalenza. A livello razionale e ideale condividono le massime della parità dei diritti, ma contemporaneamente sono affetti da un’insicurezza fondamentale nei rapporti con le donne coetanee. Invidiano alle ragazze la loro risolutezza e autonomia e contemporaneamente constatano la mancanza di modelli positivi per “l’uomo nuovo”.

E’ ormai fuori questione il fatto che le tradizionali immagini dei ruoli si sono modificate. Perciò nella professione come nella famiglia per le ragazze e i ragazzi, per le giovani donne e i giovani uomini si aprono prospettive nuove con altrettante sfide nuove. Attraverso la propria politica il Governo federale sostiene i giovani che vogliono sfruttare le opportunità offerte, articolando la propria vita in base a idee autonome al di là delle aspettative tradizionali. La politica delle pari opportunità oggi è considerata nella prospettiva del corso della vita: la realizzazione degli obiettivi della politica delle pari opportunità è un compito trasversale che tocca tutti i campi dell’azione politica, dalla politica dell’istruzione attraverso la politica del mercato del lavoro fino alla politica della famiglia. Essa concerne in misura uguale le donne e gli uomini.

Punti focali della politica

Negli ultimi anni per la politica delle pari opportunità in Germania si sono stabiliti tre punti focali: in primo luogo si tratta della partecipazione a pari titolo delle donne alla vita lavorativa, in secondo luogo della protezione dalla violenza e del sostegno alle donne in situazioni di bisogno e in terzo luogo dello sviluppo di nuove prospettive per i ragazzi e gli uomini. Sebbene oggi le giovani donne confidino nel fatto che tutte le porte sono aperte per loro, nella realtà della vita si osserva che continua a esistere il “soffitto di vetro”. Non è affatto del tutto superata la segregazione orizzontale e verticale sul mercato del lavoro. Quasi tre terzi di tutte le posizioni dirigenziali in Germania sono occupati da uomini. Inoltre, le donne riducono o sospendono la propria attività lavorativa a causa delle esigenze familiari molto più frequentemente e per periodi più lunghi rispetto agli uomini. Le professioni “tipicamente” femminili sono ancora retribuite in misura inferiore rispetto alle professioni “tipicamente” maschili, senza che finora i negoziati tariffari collettivi o individuali abbiano potuto modificare questa situazione. Alla domanda sugli aspetti che hanno avuto un ruolo importante ai fini della decisione della scelta del posto di lavoro attuale, le donne (65%) danno la risposta “una buona retribuzione” molto più raramente degli uomini (79%). Il divario retributivo è quindi un indicatore centrale del fatto che le donne attive sono anora soggette a discriminazioni sociali come in passato. Le prospettive reddituali peggiori, inoltre, contribuiscono ad abbassare la propensione all’esercizio di un’attività lavorativa, le interruzioni dell’attività di durata più lunga comportano ulteriori disparità retributive, dando quindi luogo a un cerchio diabolico difficilmente risolvibile.

Una politica della famiglia responsabile

Il punto centrale della politica delle pari opportunità negli ultimi anni è quindi consistito nella promozione della partecipazione di pari diritto delle donne all’attività lavorativa. Ciò presuppone una politica della famiglia con la consapevolezza della necessità delle pari opportunità, da perseguirsi nel modo più energico. E’ stato introdotto, ad esempio, un assegno familiare dipendente dalla situazione reddituale, con il quale assegno viene compensato nel primo anno di vita del bambino il 67% della perdita di reddito dovuta alla riduzione del guadagno, integrato da due mensilità per il partner nel caso in cui anche il padre usufruisca del periodo di maternità. E’ stato inoltre istituito, a partire dal 2013, il diritto a un posto presso una struttura speciale di accudimento dei bambini al compimento del primo anno di vita del bambino, in concomitanza con un miglioramento della detraibilità fiscale dei costi dell’accudimento. Altri accenti sono stati posti dal Governo federale con la promozione dell’Alleanza per l’azione delle associazioni dei datori di lavoro e delle donne per l’istituzione dell’Equal pay Day annuale e del test retributivo Logib-D, accompagnato da un’equipe di consulenza, con il quale è possibile scoprire nelle imprese eventuali differenze camuffate nella retribuzione con le relative cause. E’, inoltre, in preparazione un piano scaglionato per aumentare notevolmente la quota di donne nelle posizioni di vertice.

La partecipazione a parità di diritti nella società supera la parità di diritti nella vita lavorativa. Anche nella politica e nella società civile le donne sono ancora sottorappresentate nelle posizioni decisionali. Con la campagna “Donne Potere Comuni” e il primo conferimento del premio Helene Weber per i giovani rincalzi femminili nella politica municipale in occasione del sessantennale della Costituzione, il Ministero federale della famiglia ha dato avvio a un cambiamento positivo.

Servizi di assistenza in situazioni conflittuali

Un altro ambito toccato dalla politica delle pari opportunità in Germania è costituito dai consultori per le gestanti e per le situazioni conflittuali. Venticinque anni dopo la creazione della Fondazione federale maternità e infanzia per il sostegno alle donne in stato di bisogno da causa della gravidanza, questa fondazione sta acquisendo un’importanza particolare. Ogni anno vi affluiscono 92 milioni di euro dal bilancio dello Stato e la fondazione distribuisce questi denari a una fitta rete di consultori per le gestanti. Questi consultori – oltre alle loro funzioni di legge consistenti nell’assistere le gestanti in situazioni conflittuali con una notevole apertura – sono in grado di prestare un’assistenza concreta attraverso la messa a disposizione non burocratica di mezzi della fondazione, ma fungono anche da facilitatori per accedere a un’ampia rete di offerte di assistenza a livello statale e parastatale.

La lotta contro la violenza in casa, la tratta degli esseri umani, la prostituzione coatta, i matrimoni coatti e le mutilazioni genitali in Germania, come in tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, fa parte degli interessi centrali della politica. Con il secondo piano d’azione, impostato nel 2007, per la lotta contro la violenza alle donne, il Governo federale raggruppa più di 130 provvedimenti per la prevenzione e la lotta contro la violenza. I punti focali e i relativi settori di lavoro riguardano la situazione delle immigrate e delle donne handicappate, le offerte di consulenza per le giovani donne obbligate al matrimonio coatto, la collaborazione con i medici per la prevenzione della violenza e la promozione di una rete di uffici (coordinamento delle case delle donne). Al più presto queste misure verranno integrate da un numero di telefono nazionale accessibile per le donne vittime di violenza, che faciliterà l’accesso al sistema assistenziale.

Pari opportunità con e per gli uomini

Al centro del lavoro della politica delle pari opportunità con e per gli uomini negli ultimi anni vi era lo sviluppo di un programma per l’orientamento professionale e per la vita destinato ai giovani, l’elaborazione e la distribuzione di una valigetta mediatica per le scuole in tema di politica delle pari opportunità e la promozione di uno studio comparativo trasversale intitolato “Uomini in movimento”. In base ai risultati dello studio si è costruito una rete di organizzazioni maschili orientate alle pari opportunità, la cui istituzionalizzazione è promossa dal Governo federale come Forum federale per il lavoro maschile.

Della moderna politica delle pari opportunità fanno parte anche le ricerche, la promozione di progetti e le misure legislative. La politica delle pari opportunità, strettamente connessa con la politica della famiglia, fa sì che donne e uomini riescano a tradurre le rispettive idee circa il successo nella vita liberi dalle aspettative tradizionali scegliendosi la propria via verso una convivenza su un piede di parità. Infatti, il presupposto per la visione di una società florida è la parità di diritti di donne e uomini.

Eva M. Welskop-Deffaa

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