Reportage sui paesi

Germania: così nel 2010

di Stefan von Kempis
Un tedesco su tre (il 37 percento) ritiene che nell’anno nuovo per lui le cose si metteranno meglio che nel 2009 – è ciò che emerge da un’inchiesta dell’Emnid effettuata in dicembre. I tedeschi si mostrano, quindi, ottimisti come mai prima dall’inizio di questo millennio. Al buon morale può aver contribuito anche il fatto che in Germania, diversamente da quanto è successo in altri paesi, il mercato del lavoro ha reagito alla crisi economica in modo sorprendentemente vigoroso...

La riduzione dello straordinario, l’orario ridotto, la riduzione delle ore di lavoro e la rinuncia parziale allo stipendio da parte degli occupati hanno avuto l’effetto di limitare l’incremento del numero dei disoccupati a circa tre milioni e mezzo di unità. E ciò malgrado il fatto che il prodotto interno lordo in un anno si è abbassato di circa il cinque percento.

Rimane, tuttavia, aperta la questione se la crisi non si ripercuoterà sul mercato del lavoro e sull’economia tedesca nell’anno 2010, in ritardo ma con maggiore violenza. Un’ampia analisi apparsa su “Der Spiegel“ nel 2010 prevede per l’economia tedesca una crescita di solo il 1,7 percento e che l’attuale miracolo dei posti di lavoro potrà mantenersi soltanto fino all’inizio dell’estate. In seguito si avrebbero ondate di licenziamenti “soprattutto nelle industrie chiave tedesche” particolarmente orientate all’esportazione, nonché perdite negli stati federati della Baviera e del Baden-Württemberg le cui economie finora erano sempre state solide. “L’effetto massimo della crisi si avrà l’anno prossimo”, ha detto la Cancelliera federale Angela Merkel alla fine del 2009. Anche negli ambienti borsistici tedeschi, malgrado il salto compiuto dall’indice Dax oltre la soglia di 6000 poco prima di San Silvestro, prevale “la paura di un nuovo scivolamento nella recessione nel 2010“.

Ciò getta un’ombra inquietante sulle elezioni regionali del maggio 2010 in Renania settentrionale-Vestfalia, particolarmente importanti per il nuovo governo. Si ritiene che il governo di colore nero-giallo attualmente in carica sotto la guida del primo ministro Jürgen Rüttgers abbia bisogno di un terzo partner o che possa addirittura perdere la maggioranza, il che potrebbe “comportare sviluppi imprevedibili” a livello di governo nazionale: L’Unione cristiano-democratica e l’FDP non avrebbero più la maggioranza nel Consiglio federale almeno fino alle prossime elezioni regionali del 2011 e probabilmente anche oltre a questa scadenza. Ne conseguirebbe un vero blocco della politica interna. Una caduta di Rüttgers in maggio potrebbe portare persino a un putsch all’interno della CDU, per il fatto che “aumenterebbero i dubbi degli altri primi ministri della CDU ... circa l’opportunità del cancellierato della signora Merkel“. Lo sfondo di questo scenario sarebbe probabilmente caratterizzato da un’ulteriore erosione dei partiti popolari in Germania dopo il debole risultato elettorale dei socialdemocratici alle recenti elezioni della Dieta federale del settembre 2009 e la concomitante ascesa del nuovo partito “Die Linke“.

L’indebitamento del Governo centrale, degli stati-regione e dei comuni nel 2009 è salito a 97 miliardi di Euro, essendosi questo quasi sestuplicato rispetto al primo trimestre del 2008. Per il 2010 si prevede un ulteriore ampliamento dei nuovi debiti nella misura del 50 percento. Ciò equivale per il solo Governo centrale a ben 86 miliardi, nonché addirittura a 100 miliardi di Euro di nuovi crediti se si includono i bilanci secondari. Contemporaneamente il partner minore della coalizione, la FDP, preme per realizzare già nel 2011 le riduzioni fiscali promesse durante la campagna elettorale – cioè nell’anno a partire dal quale il Governo centrale per impegni assunti sarà tenuto a economizzare 60 miliardi di Euro nello spazio di cinque anni. La controversia fiscale nel 2010 dovrebbe costituire il pomo della discordia costante nel nuovo governo, al pari del tema della politica sanitaria, sul quale l’Unione e l’FDP propugnano modelli di segno opposto.

Il governo Merkel per il 2010 “non si è proposto delle tematiche ambigue: riduzione della burocrazia ..., ampliamento della mobilità elettrica, garanzia dell’approvvigionamento energetico.“ Come avvenne già ai tempi della Grande coalizione, la Cancelliera sta tentando di contenere le aspettative poste alla nuova costellazione governativa, in modo che i risultati ottenuti risplendino di luce tanto più chiara. L’anno nuovo potrebbe offrirle delle opportunità di consolidare la propria rappresentanza nell’ambito della politica estera anche agli occhi del pubblico nazionale, dato che il prossimo grande vertice internazionale sul clima è previsto per giugno a Bonn. Comunque, nei prossimi mesi un altro tema di politica estera potrebbe continuare a portare ad aspre dispute tra governo e opposizione: l’impegno tedesco in Afghanistan. Una commissione d’inchiesta della Dieta federale tedesca sta esaminando le circostanze dell’attacco aereo ai camion cisterna a Kundus, che evidentemente causò anche la morte di civili, e l’SPD all’opposizione cerca di fare sempre più presa sulla popolazione tedesca suscitando lo scetticismo circa l’intervento in Afghanistan.

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