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Questioni attuali delle politiche per la famiglia

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a cura di Michele Trabucco

“Lo Stato ha il ruolo politico non di dire come deve vivere una famiglia ma aiutarla a vivere come merita”. Con queste parole il Dr. Hermann Kues, sottosegretario presso il Ministero della Repubblica Federale Tedesca della Famiglia, degli Anziani, della Donna e della Gioventù, ha introdotto la tavola rotonda sul tema: “le questioni attuali delle politiche per la famiglia”, svoltasi a Roma preso il Palazzo card. Cesi, lo scorso martedì 30 settembre, e organizzata dalla prestigiosa Fondazione ‘Konrad Adenauer’. Il sottosegretario tedesco si è particolarmente rivolto ai rappresentanti italiani, politici e non, invitati a confrontarsi su tale delicato e importante tema. “Ci siamo chiesti – ha continuato il parlamentare della Germania – come potevamo aiutare la famiglia a vivere meglio, sapendo che è un argomento fondamentale e non facile per il nostro Paese. Infatti c’è una parte della popolazione poco favorevole all’inserimento lavorativo della donna, che viene vista ancora come presenza solo e dentro il ruolo della casa e della educazione in famiglia, e un’ altra parte che spinge perché la donna che lavora sia aiutata e sostenuta nel lavoro. Fino adesso una politica familiare miope ci ha portato ad un bassissimo tasso di natalità. Ci siamo impegnati a conciliare donna e lavoro.”

I frutti concreti di questa nuova attenzione politica del CDU non ha fatto attendere i frutti. Ora il tasso di natalità sta leggermente crescendo e l’età media della maternità è ora di 29 anni. Attualmente la legislazione tedesca garantisce alle donne, ma anche agli uomini che volessero accudire i propri figli, il 67% dell’ultimo stipendio per 14 mensilità. E ora c’è 14% di uomini che chiede di stare a casa per educare i figli. “Ma abbiamo voluto anche sostenere la costruzione e gestione degli asili nido, poiché riteniamo una struttura fondamentale per l’educazione e l’integrazione. Infatti far uscire i bimbi dalle mura domestiche e farli incontrare con altri, soprattutto da noi che esiste una grande percentuale di immigrati, favorisce la crescita, la conoscenza reciproca e quindi l’ integrazione.” Così lo Germania destina il 10% del PIL all’educazione dei bambini, che corrisponde a circa 12 miliardi di euro. “C’è da aggiungere – ha aggiunto il dott. Kues – che ci sono degli sgravi fiscali per le famiglie con figli, e non importa se sono sposati religiosamente o civilmente, l’importante è che ci sia un bambino!”. La senatrice Luisa Bianconi, membro della Commissione parlamentare per l’infanzia ha sottolineato che anche in Italia “è necessaria una svolta per la politica familiare per favorire anche una nuova cultura per cui gli asili nido non devono essere visti in contrapposizione, ma come agenzie integrate per il bene dei bimbi. Quindi è necessario favorire l’offerta di queste strutture cosi fondamentali per i nostro futuro.” “L’Italia – ha aggiunto il senatore Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera dei Deputati – deve ribaltare il tasso negativo di natalità e garantire sostegno e aiuto alle giovani famiglie.”

In Germania il finanziamento pubblico alle agenzie e strutture che opera con bambini è data in uguale misura a pubblico e privato, ma tutti devono attenersi ai parametri educativi decisi dal governo centrale, misure che sono molto strette e precise, “in questo modo – ha detto il sottosegretario – si garantisce la pluralità e la equità.”

A conclusione della tavola rotonda il rappresentante tedesco ha voluto lasciare un consiglio ai politici italiani: “uno Stato funziona bene se c’è un governo forte e un’opposizione altrettanto forte e sempre pronta a subentrare nel governo”.

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